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19 maggio 2005
Ho voglia

Ho voglia di prendere il sole
Ho voglia di bere il succo di pomodoro
Ho voglia di leggere un libro che non finisce mai
Ho voglia di leccare un avambraccio
Ho voglia di parlare con gli amici
Ho voglia di vedere il cactus crescere
Ho voglia di un caldo bestiale
Ho voglia di bere tè a Samarcanda
Ho voglia di vedere l’esercito di terracotta
Ho voglia di lavorare
Ho voglia di fare sesso
Ho voglia di avere un sacco di soldi
Ho voglia di incrociare uno sguardo furbetto
Ho voglia di ballare nelle gabbie
Ho voglia di parlare con mio padre per restarne deluso
Ho voglia di non avere bisogno dei soldi
Ho voglia di compiacermi per come sono vestito
Ho voglia di ascoltare la musica che mi piace
Ho voglia di dormire abbracciati
Ho voglia di vedere un balletto
Ho voglia di essere abbronzato
Ho voglia di essere giudicato
Ho voglia di avere un aneurisma cerebrale
Ho voglia di picchiare chi non mi rispetta
Ho voglia di abitare in un loft immenso
Ho voglia di avere solo apparecchi senza filo
Ho voglia di baciare
Ho voglia di vedere Divina cantare
Ho voglia di abitare ad Istanbul
Ho voglia di………………
| inviato da il 19/5/2005 alle 16:20 | |
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8 aprile 2005
Mi vendo
Manager disoccupato offresi
Laureato a pieni voti (mica pizza e fichi)
Bella presenza (mica ci dobbiamo buttar giù)
Si può dir ancor giovine (il primo che obietta lo strozzo) Anni di esperienza in multinazionali popolate di squali e miss tetteculo
Fior di esperienza nella gestione di realtà complesse (gangbang, cespugli, posteggi, nodi della cravatta fatti ad occhi chiusi senza specchio, saltimbocca alla romana, pasta coi gamberi, ecc.)
Personalità bipolare: qui si spazia dall’affabilità che lascia ammaliati, alla peggiore protervia, passando per un’aggressività mista a rabbia repressa. Però sempre educato neh…..mi raccomando!
Sconfinate pretese retributive, unite a (devo riconoscermelo) un’impressionante capacità di sbrigare immani moli di lavoro e creare spassosi ambienti di lavoro, vocati alla simpatia,ironia e semplicità. Qualità che però si volatilizza al cospetto di capi coglioni, lasciando quindi il posto ad un’ineffabile abilità nel sembrare occupato e concentrato mentre invece si cazzeggia.
Innata eleganza e apparenza di lustro e ricchezza “di famiglia”. Nulla di più falso.
Gli amici cari hanno prontamente sponsorizzato un mio “marchettaggio” su piazze e viali.
Io, più realisticamente, opterei per un incarico di grande responsabilità, in centro a Milano, in un bell’ufficio con pianta di ficus (sennò dove piscio).
Vedete voi.
Avanti carini!
| inviato da il 8/4/2005 alle 18:1 | |
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3 aprile 2005
Rispetto.......
Bisogna portare rispetto a chi, dopo una lunga sofferenza, sta morendo.
In qualche modo questo grande evento collettivo, mondiale, di profondo cordoglio per la sua morte, tocca tutti noi, gay e lesbiche, cattolici, di altre confessioni od atei.
Ma questa morte, il rispetto che di fronte a questa è dovuto e anche una certa reverenza per una persona che ha segnato profondamente la storia dell'umanità dell'ultimo quarto di secolo, non può farci tacere rispetto al ruolo che il suo pontificato ha avuto nella vita concreta delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transessuali del pianeta.
Non riesco neppure oggi, neppure di fronte alla morte, a dimenticare chi è questo signore polacco che si è spento nelle stanze del Vaticano. E il fatto di essere bombardato, io come tutti voi, da telegiornali e giornali che non riescono minimamente a parlare d'altro e che lanciano continue e patinatissime agiografie su di lui, mi impedisce ancor di più di tacere.
Questo Papa lo ricordo certamente come un grande artefice della pace mondiale, un grande mediatore, una persona spesso al fianco dei più poveri e un po' meno a fianco dei potenti (Pinochet a parte), uno che ha sfidato l'Unione Sovietica e quello che quell'impero rappresentava e che nella distruzione di quella dittatura ha avuto un ruolo non secondario, uno che ha abbracciato tante persone sieropositive, anche se con quell'atteggiamento pietistico e compassionevole che non è facile, da laici, condividere.
Ma non posso non ricordarlo come il papa più omofobo di tutti i tempi, quello che ha sbattuto la porta in faccia nell'anno del Giubileo al 5% della popolazione mondiale, unica categoria non accolta quell'anno e la cui manifestazione è stata apertamente osteggiata, quello che ha dato il via ad una caccia alle streghe senza fine nella Chiesa mondiale ai preti ed alle suore omosessuali, quello che ha occultato lo scandalo della pedofilia nella Chiesa statunitense, quello che ha condotto una battaglia senza tregua contro qualsiasi riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, quello che ha messo il veto alla risoluzione dell'ONU contro la penalizzazione dell'omosessualità anche con la pena di morte in molti paesi del mondo, quello che si è circondato di alcuni personaggi (come quel Ratzinger che oggi La Repubblica dice potrebbe pure diventare papa) che semplicemente ci vedrebbero di nuovo bruciati sul rogo, come facevano un tempo proprio nelle terre in cui abito, quello che ha lasciato che l'AIDS fosse intesa come giusta punizione divina contro le aberrazioni sessuali degli uomini gay, quello che in nome del rispetto della vita (ovviamente vita di quelli che hanno ancora da nascere, non di quelli che vivono) ha impedito l'utilizzo del preservativo in molti paesi poveri del mondo, aiutando così che l'epidemia si espandesse a larghissime parti della popolazione.
Come giustamente commenta stamani John Gallagher su Planetout.com, grazie a lui, l'omosessualità è entrata nella top ten dei mali della modernità da combattere. Questo posizionamento era dovuto alle sue esperienze. Come giovane, ha visto l'occupazione nazista della Polonia. Come vescovo e poi come cardinale, ha resistito alla repressione di un regime comunista. Una volta che il comunismo è caduto, qualcos'altro ha dovuto prendere il posto nei mali da combattere. E noi, con le nostre rivendicazioni, con la nostra chiamata di dignità e diritti, eravamo lì, pronti, a colmare quel vuoto.
Non riconoscergli questo ruolo, anche in questo momento in cui merita profondo rispetto per la morte che lo sta raggiungendo, non sarebbe giusto per le tante ed i tanti che hanno sofferto e stanno soffrendo a causa sua.
(Alessio De Giorgi, Direttore di Gay.it)
Ecco qua, questo articolo l'ha riportato anche Lui e, dopo averlo letto, ho pensato di riportarlo anch'io. Fa pensare.
| inviato da il 3/4/2005 alle 15:40 | |
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21 marzo 2005
il sabato del villaggio

I donzelletti vengon dalla città
In sul calar del sole
Col loro corpo fasciato in sete e trine
Recan in mano delle porno mascherine
Onde, siccome suole, ornati si sono per la festa
Le sopracciglia han visto la pinzetta
Gli occhi di kajal han fatto incetta
I ristoratori di cane hanno servito fetta
Un misto di eleganza
Di linda classe
E di divina perfezione
Più tardi un eburneo torace vedremo
Tornan l’ombre giù da ciglia e da gorgere
Chi, sui pacchi indugiando, si reca a imbandir festa
Chi al tardivo attacco s'appresta
Chi, nel corpo di una geisha, nasconde la vita.....miracolo tra i froci
La triste assenza
di un felino umanizzato
ampiamente si compensa
con dei genitori la presenza
Un boia o un templare
Veste seria
Maschera di lusso
La serata presenzia con gran gusto
Dopo cena i fanciulli
Gridando su la pista indiavolata
fanno un lieto rumore
Qua e la saltando
La conchiglia illumina la sera
Nel suo orrore sempiterno
Senza luce e con la colla
Tutti la guardano e ognun la molla
Un uomo nero col caffetano
Che le forme purtroppo copre
Alla canotta tende
Impari lotta, la vergine non cede
Un principe indiano
Non declama poemi e nessun se ne lamenta
Il baffino basta e avanza
a render la festa ricca di gala e di baldanza
Giacomo Leopardat
| inviato da il 21/3/2005 alle 15:8 | |
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