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Diario
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11 aprile 2006

matrimonio

Rieccomi. Brevemente.

Ho avuto ospite per tutta settimana una coppia di bruxelles. Un ragazzone alto e biondo e sua moglie alta e mora. Lui vallone e lei tedesca.

Hanno guardato me e lodovico come se fossimo due creature di un altro pianeta.......quando gli abbiamo detto che noi non ci possiamo sposare. La novità del loro atteggiamento rispetto a quello di tutti gli italiani di mente aperta, risiede nel fatto che, per loro, la questione è davvero NON IMMAGINABILE, oltre qualsiasi rivendicazione e anche oltre qualsiasi opinione sociopolitica.

E' stato come dire a una giovane coppia di manhattan che a casa mia si pratica l'infibulazione.

eh vabbé capisci




permalink | inviato da il 11/4/2006 alle 10:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

22 luglio 2005

VACANZA

 

 

 

 

vacante: participio passato del verbo "vacare" = essere libero, vuoto.

Sono in vacanza un po' da tutto.
Il mio blog mi annoia e questo è ovvio, visti i modesti contenuti.
Ciò che è peggio è che mi annoio a leggere quelli degli altri, anche se spiccano per brillantezza e sagacia.
Quindi è meglio che continui a restarmene in vacanza.

baci
andrea




permalink | inviato da il 22/7/2005 alle 11:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

19 maggio 2005

Ho voglia

Ho voglia di prendere il sole

Ho voglia di bere il succo di pomodoro

Ho voglia di leggere un libro che non finisce mai

Ho voglia di leccare un avambraccio

Ho voglia di parlare con gli amici

Ho voglia di vedere il cactus crescere

Ho voglia di un caldo bestiale

Ho voglia di bere tè a Samarcanda

Ho voglia di vedere l’esercito di terracotta

Ho voglia di lavorare

Ho voglia di fare sesso

Ho voglia di avere un sacco di soldi

Ho voglia di incrociare uno sguardo furbetto

Ho voglia di ballare nelle gabbie

Ho voglia di parlare con mio padre per restarne deluso

Ho voglia di non avere bisogno dei soldi

Ho voglia di compiacermi per come sono vestito

Ho voglia di ascoltare la musica che mi piace

Ho voglia di dormire abbracciati

Ho voglia di vedere un balletto

Ho voglia di essere abbronzato

Ho voglia di essere giudicato

Ho voglia di avere un aneurisma cerebrale

Ho voglia di picchiare chi non mi rispetta

Ho voglia di abitare in un loft immenso

Ho voglia di avere solo apparecchi senza filo

Ho voglia di baciare

Ho voglia di vedere Divina cantare

Ho voglia di abitare ad Istanbul

Ho voglia di………………




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13 aprile 2005

CUORE & BATTICUORE

 

Son tornato bambino.
Oggi pomeriggio ho rivisto dopo decenni una puntata di Cuore & Batticuore.
E' un capolavoro dell'assurdo. Ricordo ancora me stesso a 12 anni che guardavo ogni puntata prima di cena, con mia mamma accanto. Un vero spasso.
Lei è sempre perfettamente truccata e parrucchierata, anche dopo ora di feroce prigionia.
Corre vestita di lamé, coi tacchi 15, sfuggendo a malandrini nerboruti.
Lui nell'episodio di oggi dimostrava comodamente 65 anni ed è rimasto per venti minuti appeso ad un cornicione solo coi polpastrelli.

Frase di oggi: "era prevedibile che ci fossero degli imprevisti". Oscar all'autore direi!!!

baci
andrea




permalink | inviato da il 13/4/2005 alle 14:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

8 aprile 2005

Mi vendo

Manager disoccupato offresi

Laureato a pieni voti (mica pizza e fichi)

Bella presenza (mica ci dobbiamo buttar giù)

Si può dir ancor giovine (il primo che obietta lo strozzo)
Anni di esperienza in multinazionali popolate di squali e miss tetteculo

Fior di esperienza nella gestione di realtà complesse (gangbang, cespugli, posteggi, nodi della cravatta fatti ad occhi chiusi senza specchio, saltimbocca alla romana, pasta coi gamberi, ecc.)

Personalità bipolare: qui si spazia dall’affabilità che lascia ammaliati, alla peggiore protervia, passando per un’aggressività mista a rabbia repressa. Però sempre educato neh…..mi raccomando!

 

Sconfinate pretese retributive, unite a (devo riconoscermelo) un’impressionante capacità di sbrigare immani moli di lavoro e creare spassosi ambienti di lavoro, vocati alla simpatia,ironia e semplicità. Qualità che però si volatilizza al cospetto di capi coglioni, lasciando quindi il posto ad un’ineffabile abilità nel sembrare occupato e concentrato mentre invece si cazzeggia.

 

Innata eleganza e apparenza di lustro e ricchezza “di famiglia”. Nulla di più falso.

 

Gli amici cari hanno prontamente sponsorizzato un mio “marchettaggio” su piazze e viali.

Io, più realisticamente, opterei per un incarico di grande responsabilità, in centro a Milano, in un bell’ufficio con pianta di ficus (sennò dove piscio).

 

Vedete voi.

 

Avanti carini!




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3 aprile 2005

Rispetto.......

Bisogna portare rispetto a chi, dopo una lunga sofferenza, sta morendo.

In qualche modo questo grande evento collettivo, mondiale, di profondo cordoglio per la sua morte, tocca tutti noi, gay e lesbiche, cattolici, di altre confessioni od atei.

Ma questa morte, il rispetto che di fronte a questa è dovuto e anche una certa reverenza per una persona che ha segnato profondamente la storia dell'umanità dell'ultimo quarto di secolo, non può farci tacere rispetto al ruolo che il suo pontificato ha avuto nella vita concreta delle lesbiche, dei gay, dei bisessuali e delle persone transessuali del pianeta.

Non riesco neppure oggi, neppure di fronte alla morte, a dimenticare chi è questo signore polacco che si è spento nelle stanze del Vaticano. E il fatto di essere bombardato, io come tutti voi, da telegiornali e giornali che non riescono minimamente a parlare d'altro e che lanciano continue e patinatissime agiografie su di lui, mi impedisce ancor di più di tacere.

Questo Papa lo ricordo certamente come un grande artefice della pace mondiale, un grande mediatore, una persona spesso al fianco dei più poveri e un po' meno a fianco dei potenti (Pinochet a parte), uno che ha sfidato l'Unione Sovietica e quello che quell'impero rappresentava e che nella distruzione di quella dittatura ha avuto un ruolo non secondario, uno che ha abbracciato tante persone sieropositive, anche se con quell'atteggiamento pietistico e compassionevole che non è facile, da laici, condividere.

Ma non posso non ricordarlo come il papa più omofobo di tutti i tempi, quello che ha sbattuto la porta in faccia nell'anno del Giubileo al 5% della popolazione mondiale, unica categoria non accolta quell'anno e la cui manifestazione è stata apertamente osteggiata, quello che ha dato il via ad una caccia alle streghe senza fine nella Chiesa mondiale ai preti ed alle suore omosessuali, quello che ha occultato lo scandalo della pedofilia nella Chiesa statunitense, quello che ha condotto una battaglia senza tregua contro qualsiasi riconoscimento delle coppie dello stesso sesso, quello che ha messo il veto alla risoluzione dell'ONU contro la penalizzazione dell'omosessualità anche con la pena di morte in molti paesi del mondo, quello che si è circondato di alcuni personaggi (come quel Ratzinger che oggi La Repubblica dice potrebbe pure diventare papa) che semplicemente ci vedrebbero di nuovo bruciati sul rogo, come facevano un tempo proprio nelle terre in cui abito, quello che ha lasciato che l'AIDS fosse intesa come giusta punizione divina contro le aberrazioni sessuali degli uomini gay, quello che in nome del rispetto della vita (ovviamente vita di quelli che hanno ancora da nascere, non di quelli che vivono) ha impedito l'utilizzo del preservativo in molti paesi poveri del mondo, aiutando così che l'epidemia si espandesse a larghissime parti della popolazione.

Come giustamente commenta stamani John Gallagher su Planetout.com, grazie a lui, l'omosessualità è entrata nella top ten dei mali della modernità da combattere. Questo posizionamento era dovuto alle sue esperienze. Come giovane, ha visto l'occupazione nazista della Polonia. Come vescovo e poi come cardinale, ha resistito alla repressione di un regime comunista. Una volta che il comunismo è caduto, qualcos'altro ha dovuto prendere il posto nei mali da combattere. E noi, con le nostre rivendicazioni, con la nostra chiamata di dignità e diritti, eravamo lì, pronti, a colmare quel vuoto.

Non riconoscergli questo ruolo, anche in questo momento in cui merita profondo rispetto per la morte che lo sta raggiungendo, non sarebbe giusto per le tante ed i tanti che hanno sofferto e stanno soffrendo a causa sua.

 

(Alessio De Giorgi, Direttore di Gay.it)

 

 

Ecco qua, questo articolo l'ha riportato anche Lui e, dopo averlo letto, ho pensato di riportarlo anch'io. Fa pensare.




permalink | inviato da il 3/4/2005 alle 15:40 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa

29 marzo 2005

Ticket on line

 

Ieri sera ho visto TICKETS di Olmi-Kiarostami-Loach.
Mi è davvero piaciuto.
Treno come metafora della nostra evoluzione, del nostro crescere, cambiare.
Ma anche del nostro osare, del nostro sapersi opporre alle cose che non ci vanno.
Insomma un bel film.
L'ho visto all'Apollo multisala di Milano dove non ero mai stato. Tutto nuovo e molto bello. Un po' un labirinto ma vabbé.

P.S.
Carlo Delle Piane è incredibile. Invecchiando ha acquistato un inesplicabile fascino. Misteri della vita!


Filippo Trojano caruccio assai




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24 marzo 2005

Esagerati 'sti greci!

Andrea: virile, gagliardo [dal greco]

HAHAHAHAHAHAHA

parole grosse!




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21 marzo 2005

il sabato del villaggio



I donzelletti
vengon dalla città

In sul calar del sole

Col loro corpo fasciato in sete e trine

Recan in mano delle porno mascherine

 

Onde, siccome suole, ornati si sono per la festa

Le sopracciglia han visto la pinzetta

Gli occhi di kajal han fatto incetta

I ristoratori di cane hanno servito fetta

 

Un misto di eleganza

Di linda classe

E di divina perfezione

Più tardi un eburneo torace vedremo

 

Tornan l’ombre giù da ciglia e da gorgere

Chi, sui pacchi indugiando, si reca a imbandir festa

Chi al tardivo attacco s'appresta

Chi, nel corpo di una geisha, nasconde la vita.....miracolo tra i froci


La triste assenza

di un felino umanizzato

ampiamente si compensa

con dei genitori la presenza

 

Un boia o un templare

Veste seria

Maschera di lusso

La serata presenzia con gran gusto

 

Dopo cena i fanciulli

Gridando su la pista indiavolata

fanno un lieto rumore

Qua e la saltando

 

La conchiglia illumina la sera

Nel suo orrore sempiterno

Senza luce e con la colla

Tutti la guardano e ognun la molla

 

Un uomo nero col caffetano

Che le forme purtroppo copre

Alla canotta tende

Impari lotta, la vergine non cede

 

Un principe indiano

Non declama poemi e nessun se ne lamenta

Il baffino basta e avanza

a render la festa ricca di gala e di baldanza


Giacomo Leopardat




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17 marzo 2005

Cosa avrà mai detto Ciampi?




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